Un libro concepito come un taccuino di viaggio contenente ritagli di articoli (raccolti da Internet e sotto licenza libera), pensieri dell’Autore sulla propria esperienza messicana. E naturalmente arricchito da foto realizzate nel periodo di permanenza a Città del Messico.
Altra particolarità: il libro è scritto in spagnolo e inglese per i “ritagli”, in italiano per i pensieri del suo autore che è appunto di passaporto tricolore. Lui è Alessio Coghe, fotografo di strada, che debutta nell’editoria “fine art” con un prodotto di costo irrisorio per un libro d’arte: si acquista su Blurb.com a 4,95 euro per 80 pagine (spese di spedizione a parte).
Formato tascabile, aspetto minimalista anche se estremamente curato. Ma è come se fosse stato scritto a mano, ciò a sottolineare la natura di taccuino che vuole essere tutta l’opera, estremamente eterogenea pur mantenendo una coerenza di fondo che è quella del reportage di viaggio. E le foto, a sottolineare un concept che non ti aspetteresti per un libro sul Messico, sono tutte in bianco e nero.
L’opera parte dalla “Peregrinacion de payasos”, una manifestazione in cui il nostro autore si è imbattuto il giorno successivo al suo arrivo presso il Duomo della Madonna di Guadalupe. Poi altri argomenti (il culto dei morti, la cucina) documentati con estratti dal web e arricchiti da moltissimi scatti, alcuni dei quali inediti.
Per un Messico che accende desideri e accelera nostalgie, “Mexican, a scrapbook" è un libro particolarissimo, che vale la pena di far scorrere fra le dita.











